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Avatar di Stefano Pogliani

Sono d’accordo con ogni frase del suo articolo.

Ad un certo punto, prima di arrivare alla fine, mi sono detto « anche Outloers parlava di queste cose.. » !

Sono stato un uomo di poca fede :-)

Tuttavia la lettura dell’articolo mi ha riportato alla mente un problema con il quale ho convissuto per gran parte dei miei anni lavorativi.

Sono uscito dall’Universita’ con la certezza (si, proprio la « certezza ») che un capo diventasse tale in quanto era il migliore. L’esempio.

Una visione anche ereditata dalla mia educazione religiosa.

Dopo il primo anno e mezzo in un’azienda militare dove la gerarchia mi sembrava confermare questa mia certezza, sono andato in crisi.

La « promozione al livello successivo di incompetenza » mi e’ sembrata una regola per tanto tempo.

Con l’esperienza e la maturità ho poi smussato e limato alcuni miei giudizi, mi sono reso conto di avere giudicato male alcune situazioni (e persone…).

Tuttavia, guardando su LinkedIn, molte persone sembra siano stati « capi » e « senior » fin dal primo impiego.

Scherzando, dicevo che se un trentenne e’ « senior »… un cinquantenne cosa dovrebbe dire scrivere su LinkedIn?

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Avatar di Mauro Labate
2dModificato

Nel gestire persone ci scontriamo spesso con la discrepanza tra l’impegno e la prestazione. Chi ha “seguito una passione” può poi trovarsi davanti alla dura realtà che richiede molto più impegno del previsto. La passione aiuta a far sentire meno il peso delle 10000 ore, ma non significa che ne sia un sostituto.

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Avatar di Rp

Molto interessante e dal mio punto di vista assolutamente condivisibile

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